Rosanna Bianchi Piccoli è espressione dell’essenza femminile celata nella ceramica e nell’arte che la circonda.
Nel 1985 Lévi-Strauss dedicava il suo studio La vasaia gelosa alla donna e alla ceramica nei miti delle popolazioni delle Americhe, estendendo i legami ancestrali fra donna e terra al binomio donna e terracotta, descrivendo l’alone sacro e simbolico che circondava la lavorazione di questa materia.
Per altre strade, differenti da questi studi, la vita di Rosanna Bianchi Piccoli è una storia e un racconto di ceramiche, una serie infinita di “pellegrinaggi” di studio e di lavoro per apprendere i segreti dell’arte e presentarla al suo pubblico: quasi la dimostrazione vitale della verità intuita di questo legame femminile.
Questo volume è un viaggio sui tavoli di lavoro di Rosanna Bianchi Piccoli attraverso le fotografie di Melina Mulas e un’introduzione di Marco Belpoliti. Casa, laboratorio e officina al tempo stesso, è il luogo dove la materia riceve l’impronta di un gesto e la conserva indelebile nel tempo, circondata da oggetti, strumenti, libri, tessuti e colori che l’obiettivo di Melina Mulas cattura con occhio intimo e partecipe.
Vasaia nel senso antropologico del termine, Rosanna Bianchi Piccoli si ricollega alla tradizione ceramica per arrivare a un linguaggio contemporaneo, consapevole delle proprie origini ma aperto alla ricerca d’avanguardia. Il lavoro sulla ceramica come forma simbolica del percorso umano si è sviluppato nel tempo in progetti e realizzazioni per il Sestante di Milano (1957-83), per La Rinascente (1962), per Pirex Ware di New York (1967) e per Megalopoli con Richard Ginori (1985). In ognuna di queste opere frammenti esistenziali si legano alla materia, tanto da sembrare generati dalla materia stessa, in un discorso sull’arte e sulla ceramica, che vede in questo fare una potente energia generante e rigenerante.
Melina Mulas vive e lavora a Milano. Specializzata in ritratti, fotografia di interni, di teatro e di moda, collabora con diverse riviste e case editrici e tiene corsi di fotografia. Dal 1991 è in stretto contatto con il governo Tibetano in esilio in India per la realizzazione del libro Il terzo occhio, dove sono raccolti i ritratti di molti dei principali Lama tibetani. Continua a documentare la ricostruzione della cultura Tibetana in India, costituendo una collezione di fotografia italiana da conservare a Dharamsala.
Dal 1985 cura con l’ Archivio Ugo Mulas le principali esposizioni riguardanti l’opera del padre.
Marco Belpoliti è scrittore, sceneggiatore e professore di Letteratura Italiana presso l’Università di Bergamo. È autore di numerosi volumi dedicati alla letteratura italiana del Novecento; collabora con “La Stampa”, “L’Espresso”, “Alias” e cura per Marcos y Marcos la rivista “Riga”.
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